Prodotti
Sartoria Sposa
 



 

Ogni abito ha una propria storia, personalissima ed irripetibile, che nasce dalla nostra realtà e dai nostri sogni, dal nostro bagaglio culturale e dalla nostra fantasia. Ma secondo i miei canoni un abito da sposa deve anche avere una certa praticità, lo si indossa per molte ore e deve essere agevole.


foto Carlo Giorgi


Ci sono tre momenti ben distinti nelle nozze:

 

la cerimonia che inizia con l'entrata degli sposi in chiesa, è il momento più suggestivo. Durante la cerimonia gli invitati ammirano e commentano l'abito della sposa che dall'altare da loro le spalle.

il ricevimento è invece il momento in cui la sposa deve districarsi tra sedie e tavoli pericolosamente imbanditi...ed in poco spazio concedersi ad abbracci, foto ecc.

il ballo è il momento in cui ogni sposa vorrebbe decisamente indossare un abito agevole! Ed è anche il momento in cui si notano le “incursioni” che il povero abito ha riportato nei momenti precedenti...

 

Si tende a pensare che una volta finita la cerimonia l'abito da sposa abbia terminato il proprio compito, ma ci piace davvero proseguire il nostro ricevimento di nozze con un abito sporco o rovinato?

 

Correva l'anno 2003...i dati che avevo erano questi:

-nozze all'inizio di Marzo

-ricevimento in relais fiorentino con suite riservata agli sposi (dettaglio che si sarebbe rivelato fondamentale)

 

Via con la fantasia:

Ho sempre amato la linea da fata dei costumi tardo gotici, le loro raffinate scollature hanno sempre popolato la mia fantasia.









 

E soprattutto come non adorare il costume della principessa protagonista di uno schizzo di Pisanello? Così sontuoso e regale. Mi faceva venire in mente una sposa invernale con un morbido e caldo soprabito in velluto, con un lungo strascico ed un'acconciatura di perle...

 

Ma anche la purezza di linea, l'eleganza assoluta della “donna angelo” cantata da Dante e Petrarca.

 

 


 

Questo è stato l'inizio, più o meno inconscio, perché in realtà queste erano solo alcune delle ispirazioni che stavo prendendo.

Su una rivista ho visto una foto che mi è subito piaciuta:

Stivali da sposa.

In netto contrasto con le immagini precedenti?

Forse...

Pensavo ad un abito corto, di linea semplice ma realizzato in tessuto prezioso, con gli stivali ben in vista, ad una sposa moderna che ballava scatenata senza l'impiccio dello strascico.

 

La scelta della location è stata fondamentale, perché ogni abito deve essere “immerso” nella sua scenografia, ed il Duomo di Sangimignano certo non merita una sposa minimalista, si perderebbe tra le ampie navate, verrebbe oscurata dai bellissimi affreschi...




interno del Duomo di San Gimignano, foto Carlo Giorgi


Ed ecco che ogni tassello è andato al proprio posto:

un abito sontuoso, con lo strascico che accarezzi la scalinata del duomo e che durante la cerimonia si adagi sui gradini dell'altare. Anzi un soprabito in velluto, caldo e morbido da indossare sopra l' abito di linea essenziale, in cady di seta con fiori applicati a mano e fermati da perle.

 











foto Carlo Giorgi



foto Carlo Giorgi










Ma senza dimenticare gli adorati stivali!

 

Le mani di una sposa vengono fotografate ed ammirate, mi piaceva pensare che le maniche del soprabito accompagnassero il gesto della sposa che mostra l'anello, ed aprendosi mostrassero un ricco broccato.

 

E dopo la cerimonia, il sontuoso cappotto lascia il posto all' abito confortevole e puro.


foto Carlo Giorgi







Mentre per il taglio della torta ed il successivo ballo, grazie alla disponibilità della suite ad uso e consumo degli sposi, ecco il “piccolo piacere quotidiano” che secondo Dannunzio non dobbiamo mai dimenticare di concederci:


l'abito da sera!

E' un giorno che viene una volta nella vita, è giusto indossare un solo abito?



Torna a




To Kalón di Cecilia Ristori - Via Aldo Moro, 36 - 53036 Poggibonsi (SIENA)

Partita IVA: 01174050524 - Tel.: +39 0577.600367 - Cell.: +39 347.52.78.127 - E-mail: info@tokalon.it - tokalon@email.it

Ultima modifica: - Ci hanno visitato volte